Cara cicci,
non so perché mi sono messo qui a scriverti, non lo so davvero. Forse per semplice abitudine, in fondo scrivere è un pezzo della mia vita, ed è giusto che anche tu ne faccia parte, o forse semplicemente perché ho qualcosa da dirti, ma è come se non ci fosse altro modo che questo, come se fossi arrivato a un punto in cui non riesco più a dirtelo a voce, non basta più, e allora devo scrivertelo. O forse perché è da tanto di quel tempo che aspetti di ricevere una mia lettera che mi sono anche dimenticato il motivo per cui non te ne ho mai scritta una. E ho pensato che in fondo la mail fosse abbastanza veloce, non rimanerci male, mia “antica e pura creatura”, avevo urgenza di scriverla. Non voglio scriverla bene questa lettera, voglio solo scriverla.
Ti vorrei scrivere di come sei stata importante, anche se tu non ci hai mai creduto, del modo in cui mi hai tenuto su in questo anno e mezzo , senza chiedere per forza qualcosa in cambio (hai visto che li abbiamo superati i nove mesi, sembrava che non ce la dovessimo mai fare, che fossimo destinati a vivere un lungo nono mese per sempre, neanche fosse una gravidanza…) ti vorrei scrivere del fatto che mi hai anche un po’ viziato. Mi hai messo al centro di un mondo, del tuo mondo, eppure non lo avevo capito. Sono andato avanti con questa persona che mi stava sempre al fianco, senza mai lasciarmi andare, anche quando era così chiaro che avrebbe dovuto, potuto farlo. Mi sono mosso sempre in molte direzioni, e spesso l’ultima che cercavo era la tua, non per cattiveria, semplicemente perché era lì. Lo sai, noi, noi tutti, gli uomini, abbiamo questa tendenza di andare a ricercare quello che non abbiamo, e tu eri lì, carolina, e io lo sapevo, e non l’ho mai sottovalutato, semplicemente sapevo che non lo avrei potuto perdere. A te sembrerà che sia stato uno sbaglio, che è stato proprio quello il motivo per cui ci siamo un po’ perduti. Può darsi, non lo so. Quello che so è che nessuno me l’aveva mai dato quell’affetto, quell’amore (tu dì quello che vuoi, ci sono sentimenti che se non puoi chiamarli amore, allora ditemi voi cos’è questo benedetto amore, perché non ci capisco più un cazzo…), così forte, così cieco e testardo che mi ha preso e portato di peso da quella parte. Carolina, non smettere mai di voler bene come ne hai voluto bene a me, è una delle cose più belle che mi siano capitate nella vita, bisogna che qualcuno se la senta addosso quella cosa lì, per capire, semplicemente per capire cosa voglio dire. Ci sono stati dei momenti in cui, io e te in macchina verso qualche meta sperduta e tu che cantavi e io che parlavo e parlavo e non ti sentivo, io e te in un letto inospitale, così stretti, eppure così “nostri”, io e te in una tenda corsa e noi che facciano la pace solo perché fuori ci sono i cinghiali e la tempesta fa paura, ci sono stati dei momenti in cui, io e te in una colazione, non so dirti dove,dovunque fosse mattina e ci fosse un caffè, io e te a torino, e quanto mi ha fatto piacere averti lì, ancora non te lo riesco a dire, io e te in un agriturismo toscano, e qualche graffio che il tempo nasconderà, ma non sono le ferite a ricordare dove siamo riusciti ad arrivare, quanto siamo stati capaci di andare in là, anche nel peggiore dei modi, ma non importa, forse era l’unico modo che avevamo per dirci delle cose, per salutarci, noi che non sappiamo stare l’uno senza l’altra in qualche maniera razionale. A mente fredda, non è così facile, Carolina. C’è troppa vita dietro. Adesso non scappare, non chiuderti nel tuo angolino, ho ancora bene in mente gli angoli improbabili in cui hai sempre gestito i tuoi dolori o anche le tue piccole delusioni. Perdonami, Carolina, ma di questo credo di saperne qualcosa più degli altri, nessuno ti ha mai visto così vera come ti ho visto io. Vivi molto, non rimanere ferma più di cinque minuti, perché è quando ci fermiamo per un po’ che ci scordiamo come si fa ripartire. A me succede, ma non pretendo di insegnarti nulla, poi finisce che la “mia piccola allieva” si offende. Mentre tu starai leggendo questa lettera, io sarò su un treno per Torino( ti piace la chiusa letteraria…??), non dimenticare i tuoi obiettivi, adesso ne hai un altro in più, il Gaelico è lingua ufficiale dell’Unione Europea, prometto che quando ti vedrò studiare spagnolo in qualche angolo improbabile di una scrivania, non controllerò più dove nascondi i tuoi“porno”, perché d’ora in poi so che è una cosa importante…
Ciao cicci, tuo Topino…oddio…!!!

e studio gaelico....e sfioro i miei sogni con le mani...
studio spagnolo e risbatto per terra.....poi penso: LOS TREBOLES SON VERDES....